Ho denunciato Angelo Margarella, Luciana Ivascu, Cristian Ciprian ed Elia Creo per associazione per delinquere e tentata estorsione. Nella mia ricostruzione, i primi tre hanno incaricato Creo di intervenire nei miei confronti: chiedo che il loro eventuale ruolo nelle richieste di denaro e nelle minacce venga accertato.
A lei, Avv. Marconi: come fa a non sapere di Creo Elia? E come fa a non sapere che Creo Elia non è un suo collega — quando anche costui è un suo assistito?
E a lei, Avv. Ferlisi: come fa a dire «noi non sapevamo», lei proprio lei, che quando saltò l'accordo disse al mio avvocato, Maria Chiara Ragusa:
«Ti prego collega, faccio eliminare subito il reel, lo denuncio a questo pazzo di Creo — ma non facciamo saltare tutto.»
E adesso, caro Ferlisi, cosa si inventa? L'associazione? Ma quale associazione: non l'ho inventata io. I Carabinieri di Roma l'hanno messa bianco su nero, a nome di tutti questi soggetti.
Lei, Avv. Ferlisi, ha presentato una denuncia per associazione a delinquere contro di me, i miei soci e i miei dipendenti. Spiacente, avvocato: anche questa è stata bocciata. Le mie denunce, invece, sono già state presentate nei confronti di Angelo Margarella, Luciana Ivascu, Cristian Ciprian ed Elia Creo per associazione per delinquere e tentata estorsione. Ho sottoposto chat, registrazioni e documenti all'autorità giudiziaria, cui spetta accertare i fatti e le eventuali responsabilità.
Voi rappresentate soggetti che, per due anni, hanno diffamato il mio nome con siti falsi, profili falsi, video pubblicati da terzi e dichiarazioni prive di qualsiasi riscontro. Io ho risposto con i documenti, e li ho messi a disposizione di chiunque — compresi voi — senza chiedere nulla in cambio.
Adesso fatevi un bell'esame di coscienza. E figuratevi se io, dopo lo schiaffo, dopo le minacce, dopo tutte le calunnie e le diffamazioni, mi fermerò.
Non mi fermerò. Pretenderò giustizia davanti al pubblico e davanti alla Procura, qualsiasi essa sia.
Con me potete portare avanti qualsiasi teoria:
- «Il signor Ragusa Matteo Stefano, sul braccio e sulle carte, viveva con i Madafferi»
- «Ha un tatuaggio»
- E una ancora più bella, come quella del commercialista di Padova: «il signor Ragusa voleva aprire un set per riciclare denaro»
Tutto.
Mi fa ridere, perché con le vostre calunnie mi comprerò una bella villetta a Maroggia, in Ticino. E lo ripeto: non arretro davanti a nessuno — né camorra, né 'ndrangheta, né altri latitanti.
Non arretro.
Una denuncia si sottoscrive con la responsabilità che comporta. Chiedere l'accertamento di fatti che sapete documentati, con il solo obiettivo di intimidire chi li ha resi pubblici, non è un atto di difesa: è una scelta che ha un nome nel codice penale (art. 368 c.p.) e che i vostri assistiti firmerebbero insieme a voi, ai sensi degli artt. 333 e seguenti del codice di procedura penale.
Non minaccio nessuno: invito a informarsi. Le porte della replica restano aperte — le risposte saranno pubblicate integralmente, senza modifiche e senza censure. Ma la replica è fatta di fatti verificabili, non di querele temerarie.
Chiedete gli atti. Le risposte arriveranno dalla Procura, non da me.